Caffè: proprietà, benefici e rischi

Il caffè è sicuramente una delle bevande più diffuse al mondo. Per molti, non rappresenta semplicemente un’abitudine, ma un vero e proprio momento di piacere e relax. Sul caffè sono state condotte per anni numerose ricerche e soprattutto discussioni tra chi sostiene che berlo apporti benefici incontestabili e chi invece afferma che il caffè faccia male alla salute e bisognerebbe quindi evitarne il consumo.

Ma prima di tutto, che cos’è il caffè? La pianta del caffè cresce nelle regioni tropicali, in particolare in Sud America, e può raggiungere i 12 cm di altezza. I suoi fiori bianchi danno origine a bacche che in tre mesi raggiungono la maturazione. Da un punto di vista commerciale, la varietà più importante e pregiata è la Coffea Arabica, la quale proviene da coltivazioni di alta montagna e fornisce i ¾ della produzione mondiale di caffè.

Nelle controverse opinioni riguardo al caffè ci si riferisce in particolare al suo principio attivo, la caffeina: proprio la caffeina è chiamata in causa nella genesi di una moltitudine di effetti, sia positivi sia negativi, associati al consumo di questa bevandaI dati disponibili sulla salubrità di questa bevanda e i relativi pareri medici sono contrastanti. Tuttavia, è chiaro che, come molti altri alimenti, se assunta ad alte dosi, può comportare una serie di effetti collaterali.

La dose sicura di caffeina in una dieta giornaliera è di 300 mg, equivalente a tre tazzine di caffè espresso. È bene sapere che tale limite può essere più facilmente raggiunto ingerendo altri alimenti stimolanti come cioccolata o tè. Per questo occorre tenere sempre in considerazione l’effetto sinergico e cumulativo dei vari alimenti. Vediamo quali possono essere nello specifico i diversi effetti collaterali che possono essere causati da un’assunzione eccessiva di caffeina:

-Specie se bevuto a digiuno, troppo caffè può causare bruciori e acidità di stomaco, esofagite e reflusso gastroesofageo.

-Può essere responsabile di tachicardia, ipertensione e aritmie: una sensazione di tachicardia può portare nel lungo termine un disequilibrio all’interno dell’organismo e inevitabilmente conseguenze ben più importanti come ansia, nervosismo, mal di testa.

-È possibile che un’assunzione eccessiva provochi tremori, insonnia ed eccitabilità.

-Riducendo l’assorbimento di calcio e ferro, la caffeina favorisce la comparsa di osteoporosi e quadri anemici.

-Un consumo prolungato nel tempo può causare macchie ed ingiallimento dei denti, in modo simile all’azione del fumo.

-In base a uno studio condotto dall’Istituto Americano di Salute Ambientale inoltre, le donne che non assumono caffè sembrano avere il doppio delle probabilità di rimanere incinte rispetto alle donne che assumono regolarmente caffè in quantità eccessive.

-Infine, nei consumatori abituali si può instaurare una dipendenza, la quale porta ad un’assuefazione dalla caffeina.

Essenziale è dunque non superare la soglia massima consentita per non imbattersi negli spiacevoli effetti sopra  indicati. Ad ogni modo, sono numerose le sostanze presenti nella bevanda oltre alla caffeina, le quali comprendono antiossidanti e composti chimici che sembra prevengano diverse malattie croniche, tra cui tumori e malattie cardiovascolari. Bere caffè in modo controllato può quindi apportare diversi benefici:

-Può stimolare la secrezione gastrica, salivare e biliare: ha quindi un rinomato effetto digestivo.

-Provoca una dilatazione delle coronarie e dei bronchi, può quindi migliorare condizioni allergiche ed asmatiche.

-Assumere caffè in quantità moderate può migliorare l’attività psicomotoria, le prestazioni atletiche, l’umore e la resistenza al sonno e alla fatica.

-Secondo una ricerca condotta dalla Harvard School of Public Health, il consumo di caffè può essere associato ad una riduzione dell’incidenza di alcuni tumori fra cui quello alla prostata e al colon-retto.

-Inoltre, sembra essere in grado di ridurre i sintomi del morbo di Parkinson: a sostenerlo è stato uno studio del dottor R. Postuma, che nel 2012 ha dimostrato come la bevanda aiuti in parte a controllare i movimenti in chi soffre di questa malattia.

In conclusione, consumandolo nelle quantità considerate tollerabili, un individuo sano può godere del piacere di un buon caffè senza dover necessariamente riscontrare uno degli effetti collaterali sopra indicati. È comunque fondamentale capire se si è particolarmente sensibili alla caffeina o meno: sembra infatti che il processo di metabolizzazione del caffè dipenda dalle caratteristiche genetiche del singolo individuo. È quindi bene che coloro che non tollerano la caffeina si astengano dal consumo di caffè oppure preferiscano il decaffeinato, il quale ne contiene quantità trascurabili.

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