Alimentazione Zen, la cucina dell’anima

Tutti noi conosciamo, o almeno abbiamo sentito parlare della filosofia Zen. Si tratta, in realtà, non di un semplice pensiero, ma di un vero e proprio stile di vita, la cui origine è strettamente legata al Buddhismo, in equilibrio tra Cina e Giappone. Adottare uno stile di vita che rispecchi la filosofia Zen significa dare fondamentale importanza alla meditazione, al pensiero e alla riflessione, focalizzandosi sul presente, cercando di limitare, per quanto possibile, gli effetti negativi dello stress e dei pensieri avversi sul proprio corpo e sulla propria mente, immergendosi nella propria dimensione interiore per trovare serenità ed equilibrio. Questi stessi principi si riflettono anche nello stile alimentare, in quanto parte integrante della nostra vita: esistono infatti veri e propri precetti e pensieri Zen anche per quanto riguarda il modo in cui nutriamo il nostro corpo, poiché il benessere di quest’ultimo è strettamente collegato al benessere mentale e quindi alla felicità. 

Per quanto riguarda l’alimentazione Zen, ciò che conta davvero è il modo in cui cuciniamo e mangiamo: come in tutte le pratiche spirituali, una corretta alimentazione e soprattutto la preparazione dei pasti sono una parte integrante e fondamentale della pratica meditativa. Cucinare in modo corretto quindi non è semplicemente una questione di salute fisica, ma rappresenta anche un modo per influenzare positivamente la nostra mente. I principi fondamentali su cui si basa la cucina Zen sono l’amore e la gratitudine verso il cibo ricevuto e verso tutti gli esseri che entrano a far parte della nostra dieta, animali e vegetali. La cucina Zen è consapevolezza di ciò che si fa, ovvero estrema attenzione, presenza mentale e amore per ciò che stiamo cucinando; un piatto nello stile della cucina Zen è pensato e ragionato, perché dalla mente arriva la forza e l’energia da impiegare nella ricetta. Inoltre secondo la filosofia Zen, ognuno di noi possiede la capacità di perdere peso, poiché nulla permane e tutto scorre via; ciò che ci impedisce di sbloccarci, spesso, è la convinzione che le nostre condizioni di vita, la nostra costituzione oppure il passato non possano mutare. Il primo passo verso la conquista di un corpo sano è quindi la consapevolezza che si può scegliere di cambiare. Vediamo quindi nel particolare quali sono i 10 principi su cui si basa l’alimentazione Zen:

1) Nutrire l’anima allontanando le passioni annebbianti:  ciò significa nella pratica la riduzione di carne o pesce, da assumere solo se in necessità, poiché implicano di fatto violenza verso altri esseri viventi. Vengono esclusi inoltre i sapori troppo decisi come quelli dell’aglio o della cipolla.

2) Preparare il cibo con cura e mangiare con tranquillità: ciò significa dedicare tempo, amore e attenzione alla preparazione della ricetta che stiamo realizzando. La preparazione è un momento fondamentale per entrare in contatto con la propria dimensione interiore e trovare equilibrio tra corpo e mente. Durante la preparazione dei cibi non bisogna preoccuparsi del tempo che passa, di quanto ci si sta impiegando.

3) Il riso per la salute dell’anima: il riso bollito è considerato uno dei piatti più importanti per la filosofia Zen; questo perché il riso è un alimento semplice ed essenziale, e perciò purifica l’anima.

4) Nessuno spreco: secondo il pensiero Zen, niente del cibo va sprecato, ogni elemento è fondamentale ed integrante per una perfetta alimentazione. È importante quindi dosare bene ogni ingrediente, al fine di non gettare via niente.

5) Mettere anima e cuore nel preparare i pasti: questi dovrebbero essere realizzati richiamando alla mente il volto di coloro per i quali si cucina. Bisogna quindi coinvolgere la propria anima nella preparazione delle pietanze, e in particolare nella preparazione degli antipasti, poiché attraverso questi ultimi si comunica il benvenuto e la disponibilità ad accogliere l’ospite a cuore aperto: è un incontro tra anime.

6) Non abbattersi per la non riuscita dei piatti: le ricette non riescono mai esattamente come la volta precedente, il risultato che si ottiene non sarà mai il medesimo. Non bisogna arrabbiarsi per questo, ma piuttosto interrogarsi con umiltà su quali ne siano i motivi: solo comprendendo la mutabilità del mondo che ci circonda ci si potrà liberare della rabbia e dell’inquietudine.

7) Eseguire tutte le lavorazioni a manoquesto ci consente di abbandonarci all’ascolto della nostra anima e di trovare un equilibrio tra quest’ultima e il nostro corpo. 

8) Riordinare la cucina: un compito quotidiano che aiuta a mantenere serenità e calma, così come lavarsi accuratamente e riassettare il letto. Capirete il senso di ogni gesto solo dopo averlo ripetuto ogni giorno.

9) Consumare dolci con moderazione: rallegrano l’anima e danno piacere, ma non sono indispensabili per la nostra sopravvivenza, sono superflui.

10) Infine, rendere sempre omaggio al cibo che si consuma: ciò rappresenta livello più alto di consapevolezza nella cucina Zen. Si rende omaggio alla terra che ha permesso la crescita dei vegetali, al contadino che l’ha coltivata, al cuoco che l’ha preparata e che ci ha così dato la possibilità di consumare il pasto. Un semplice gesto, un pensiero di gratitudine.

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